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Alcuni cenni sulla presunta affiliazione del giornalista Filippo Naldi alla Loggia segreta Propaganda massonica del Grande Oriente d’Italia.

di Paolo Campioli

Recentemente Wikipedia Italia, la mia amatissima Wikipedia, ha deciso di bloccarmi mentre provavo ad inserire una parte di testo che ritenevo importante, anzi importantissima.

Avevo intenzione di inserirla in una voce che avevo iniziato a creare dal nulla all’inizio del 2010[1], utilizzando, pensate, un vecchio computer laptop che forse non arrivava neanche al Pentium.

L’avevo creata mettendoci veramente tutto il mio amore, navigando in solitaria all’interno del salone superiore della biblioteca comunale di Fidenza, tra i tanti libri che trasudavano di storia del borgo natìo del personaggio a cui la voce in questione si riferisce.

Inoltre, nel corso degli anni avevo anche contribuito a svilupparla, in modo, devo dire, decisivo.

Anzi, posso dire, senza esitazioni, di averla creata praticamente da solo.

Non solo: se esiste, ed è strutturata in quel modo, Wikipedia lo dovrebbe principalmente a me.

Ma si sa, prima o poi tutte le belle storie finiscono.

Infatti un bel giorno, improvvisamente, il blocco…

Col tempo, però, ho capito che, in tutta questa storia, se c’era qualcuno che aveva assolutamente torto, quello ero io. E ho capito anche che ad avere la ragione assoluta era invece Wikipedia. L’enciclopedia infatti aveva fatto bene, anzi benissimo, a bloccarmi. Il suo era un blocco del tutto giustificato, in quanto causato da una serie di errori tecnici, da me commessi, davvero imperdonabili.

Errori che però fortunatamente, nel momento del loro avvenimento, non avevano portato ad un blocco immediato. Prima di arrivare, infatti, esso ha atteso molto tempo. Quel tanto che è bastato per permettermi di contribuire alla realizzazione di numerose voci inedite dell’enciclopedia.

La cui lista è consultabile al link presente in corrispondenza della nota qui riportata[2].

Solo che la voce di cui parlavo poc’anzi non è, di tale lista, una delle tante, una qualsiasi. Al contrario: si tratta della più importante in assoluto tra quelle ivi presenti. Perché sto parlando della voce di Filippo Naldi, celebre giornalista emiliano, nato il 30 maggio 1886 a Borgo San Donnino (ora Fidenza) da una famiglia di origini romagnole, conosciuto principalmente per essere stato uno dei più importanti, se non il più importante, direttore della storia del Resto del Carlino di Bologna.

La parte che la famosa enciclopedia libera ha deciso di rimuovere (anzi di non pubblicare proprio, per via del suddetto blocco) è la seguente:

 

(Naldi, NdA) “Fu inoltre affiliato alla Loggia segreta ”Propaganda” del Grande Oriente d’Italia, fondata nel 1877 dal Gran Maestro Giuseppe Mazzoni e progenitrice della P2”.

E le numerose note che avevo inserito per dare una dimostrazione a quanto scritto sono quelle presenti alla nota 1 di questo articolo[3].

La parte di cui vi ho appena parlato era stata inserita nella voce di Naldi subito dopo quella che parla di un’altra presunta affiliazione massonica del giornalista. Per voler essere più precisi, la parte di testo che parla di tale affiliazione alternativa è la seguente:

“Naldi fu affiliato all’obbedienza massonica della Gran Loggia d’Italia”.

In pratica, è stato nel momento in cui ho provato ad inserire la parte di testo da me composta, quella cioè riguardante l’affiliazione di Naldi alla Loggia “Propaganda”, che ha avuto inizio il mio conflitto con Wikipedia.

Un conflitto perso in partenza. Giustamente, tra l’altro, voglio ripeterlo ancora una volta.

E che purtroppo ha dato vita a un problema irrisolvibile, perché ora non riesco più a modificare nulla.

Solamente che in questo momento, nella pagina Wikipedia di Naldi, è rimasta in bella vista quella breve frase sulla sua presunta affiliazione alla Gran Loggia d’Italia, frase che secondo alcuni potrebbe però contenere un errore. E’ rimasta quindi quella appena citata, presumibilmente errata, mentre, come dicevo, non è stato assolutamente possibile inserire la nostra, presumibilmente corretta.

Paradossale, no?

A mio avviso tutto ciò è stato sorprendente anche perché, chi ha inserito la frase sulla GLDI, l’ha corredata con una nota assai discutibile, in quanto collegata alle pagine 38 (e successive) di un celebre libro di Peter Tompkins intitolato “Dalle carte segrete del Duce. Momenti e protagonisti dell’Italia fascista nei National Archives di Washington”. Pagine in cui, infatti, sembra non essere presente alcun riferimento all’affiliazione di Naldi alla Gran Loggia d’Italia.

E’ anche vero però che potrei essermi sbagliato io, nel senso che l’informazione sbagliata potrebbe essere quella relativa alla frase da me scritta, quella cioè esclusa da Wikipedia, e non quella presente ora. Questo è molto probabile perché, primo, non sono esperto di massoneria, e secondo perché, in fase di lettura dell’opera di Tompkins, potrei avere ignorato involontariamente la pagina in cui si parla di tale affiliazione[4].

Ma, anche se mi fossi sbagliato, e quindi se Pippo fosse stato veramente membro della Massoneria di Piazza del Gesù, ciò però non mi impedirebbe di chiedermi il perché, allora, tanti altri storici, anche illustri, abbiano desiderato invece dedicare pagine su pagine dei propri saggi anche ad una presunta affiliazione di Naldi al GOI, in particolare alla Loggia segreta “Propaganda”.

Senza tirarla tanto per le lunghe, però, perché di solito, quando si inizia a parlare di massoneria, si parte dalle guerre puniche e si finisce regolarmente col non fare alcun approfondimento, vorrei quindi concentrarmi ora, senza perdere altro tempo, sul motivo che potrebbe avere spinto qualcuno a desiderare che non venisse pubblicata la frase “incriminata”.

Prima però vorrei precisare che potrebbe non essere sbagliato presumere che Naldi possa essere stato affiliato alla GLDI, anche perché sarebbero stati autorevoli esponenti della stessa Loggia a dare conferma della sua avvenuta affiliazione (come del resto delle sue ripetute sospensioni).

Di questo ha parlato infatti un certo Carpeoro, Maestro di tale Loggia. Maestro massonico che però io sinceramente non conosco, né avevo mai sentito nominare prima di oggi.

E che però, chiaramente, mai mi sognerei di contraddire. Ci mancherebbe altro!

Sarebbe tuttavia lecito, a mio avviso, provare comunque a mettere in discussione la versione di Carpeoro (sperando chiaramente che il nostro tentativo non venga interpretato come una mancanza di rispetto nei suoi confronti), in quanto sembra non esistere alcun documento, che non sia contenuto magari in qualche archivio segreto di qualche società di studi massonici, che possa essere consultato liberamente per dare dimostrazione dell’affiliazione di Pippo alla Gran Loggia di Piazza del Gesù.

Ci fidiamo tuttavia della sua parola, in quanto come dicevamo, al contrario di lui, noi non siamo, e non siamo mai stati, Gran Maestri.

Il fatto però è che a me non interessa in alcun modo riuscire a portare alla luce eventuali errori commessi da chi ha parlato dell’affiliazione di Naldi alla GLDI. A me fare questo non interessa proprio! Davvero! Anche perché converrete con me che sarebbe da assoluti sprovveduti andare a contraddire la parola di certi Gran Maestri… Sarebbe completamente folle! E poi: chi siamo noi per farlo? Ne sapranno ben più loro di noi, non credete?

Ciò che interesserebbe a me invece sarebbe portare alla luce eventuali prove di una affiliazione di Pippo al GOI (il che, tra l’altro, non escluderebbe assolutamente, a mio avviso, la versione di Carpeoro).

Del resto, se non avessimo avuto interesse a fare questo, perché mai avremmo dovuto fare così tanta fatica per provare ad inserire la suddetta frase “incriminata” nella pagina di Wikipedia di Pippo? E perché mai avremmo dovuto sentire la necessità di scrivere anche il breve articolo che state leggendo in questo momento?

Se abbiamo voluto tenere duro il più possibile, provando cioè ad andare avanti a testa bassa e perseverando nella nostra ricerca, lo abbiamo fatto anche perché assolutamente convinti di possedere numerosi documenti che attesterebbero una probabile affiliazione di Naldi al Grande Oriente d’Italia.

In particolare alla Loggia segreta “Propaganda”, ovvero alla stessa potente loggia che, sin dalla sua fondazione, avvenuta nel 1877 per volontà del Gran Maestro pratese Giuseppe Mazzoni, era formata prevalentemente da Deputati esigenti che nessuno giungesse a conoscenza della loro affiliazione (e che proprio per questo era “coperta”, “segreta”).

Stiamo parlando in pratica della Loggia nota anche per essere stata, in qualche modo, la progenitrice della P2.

Come già accennato, i documenti “attestanti” di cui parlavamo poc’anzi sono gli stessi riportati alla nota 1 di questo articolo.

Il più importante di essi è senza alcun dubbio un libro dello storico comunista Silverio Corvisieri, intitolato “Il mago dei Generali – Poteri occulti nella crisi del fascismo e della monarchia”.

A pagina 200 di tale opera si legge che Naldi avrebbe fatto parte di una “Loggia di Propaganda”, antesignana della P2, insieme al luogotenente del Regno, Umberto II di Savoia, ai generali Antonio Sorice e Quirino Armellini, all’ex fascista Alfredo Misuri e all’industriale Giovanni Armenise.

Inizialmente, però, dopo essere giunti in possesso di tale importante opera, non sapevamo in realtà a quale Loggia di Propaganda si riferisse esattamente Corvisieri, anche se il riferimento alla P2, da lui fissato, non lasciava probabilmente spazio a dubbi: doveva essere per forza la progenitrice di quella affiliata al Grande Oriente d’Italia di cui è stato Maestro Venerabile anche il montalese Licio Gelli.

E non, magari, una presunta Loggia di Propaganda affiliata alla GLDI.

Tuttavia, per essere certi al 100% di questo, siamo dovuti andare alla ricerca anche di altri riferimenti certi, sicuri, riguardanti la Loggia fondata da Mazzoni. Abbiamo dovuto farlo anche nel rispetto del pensiero illuminato di alcuni colleghi, che erano (e sono, giustamente) possibilisti sull’idea che possa essere esistita magari anche una Loggia di Propaganda Massonica affiliata alla Gran Loggia d’Italia[5].

Il riferimento più importante lo abbiamo trovato in un libro scritto da Solange Manfredi, intitolato ”Psyops – 70 anni di operazioni di guerra psicologica in Italia – Come ci hanno manipolato, messi uno contro l’altro, mandato in guerra, terrorizzato per controllarci meglio”. Il libro, anche se autoprodotto, appare purtuttavia come l’unico al mondo scritto con il coraggio di citare i vari documenti contenenti riferimenti precisi alla presunta appartenenza di Naldi alla “Loggia P” del Grande Oriente.

A dire il vero, la Manfredi non cita espressamente Naldi. La storica cita però tutti gli altri fratelli di Pippo presenti nella Loggia segreta, elencati anche dal suo illustre collega Corvisieri. Quello che fa la Manfredi è concludere la sua lista di membri della Loggia Propaganda con un ecc.. Ma è proprio dietro a quell’eccetera che, a nostro avviso, è nascosto il nome di Pippo. Infatti, dove non è arrivata lei, fermandosi cioè a quel punto, è arrivato, come detto, il suo collega Silverio Corvisieri, citando espressamente Naldi insieme agli altri membri della Loggia nominati anche dalla bravissima autrice torinese.

A questo punto, dopo avere individuato i membri di quella potente Loggia segreta, non ci rimarrà altro da fare che andare a controllare a quale obbedienza essa appartenne esattamente. Ebbene, la Manfredi, riportando un passo del libro di Sergio Flamigni intitolato “Trame atlantiche. Storia della loggia massonica segreta”, scrive:

“Prima dello scioglimento decretato nel 1925 dal Fascismo, nella Comunione massonica del Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani c’era una particolare Loggia, chiamata P (Propaganda), nella quale erano raggruppati affiliati eminenti e “speciali” così da garantire un’assoluta riservatezza al loro essere massoni, in ragioni delle importanti funzioni pubbliche che essi esercitavano: erano fratelli “coperti” (…). Istituita nel 1877 dal Gran Maestro Giuseppe Mazzoni, la Loggia Propaganda era stata sviluppata e potenziata dal banchiere Adriano Lemmi (…). Tuttavia, in seguito allo scandalo della Banca Romana (…) la Loggia coperta era stata ridimensionata e marginalizzata”.

A quanto pare però, nonostante il presunto ridimensionamento, tale Loggia aveva comunque continuato ad esistere, magari in modo ancor più segreto di quanto non avesse fatto fino a quel momento.

Quindi, con ogni probabilità, aveva continuato ad essere attiva ed operante a pieno regime anche durante il fascismo (scusate il gioco di parole; c’è da dire però che in questo caso la “r” di regime è assolutamente minuscola…), se è vero che nel 1945[6] venne sì rifondata, o forse solo ristrutturata, ma con un nuovo nome, ovvero quello di Loggia di Propaganda Due.

Ciò significa quindi che, fino a quella data, il suo nome era rimasto forse quello iniziale di Loggia di Propaganda Massonica datole a suo tempo dal Gran Maestro Mazzoni.

Possiamo sapere però a quale versione di tale Loggia appartenne veramente Naldi?

Alla prima o alla seconda?

La verità forse è che Pippo appartenne ad entrambe le versioni della Loggia, se Corvisieri scrive che la Loggia di Propaganda a cui apparteneva Pippo era la prima versione della stessa, e non la seconda[7], mentre la Manfredi scrive, in pratica, che i fratelli di Pippo che aderirono alla Loggia segreta vi rimasero affiliati anche dopo la rifondazione della stessa e l’aggiunta del numero “Due” al suo nome.

Tuttavia, il sapere che Naldi, dopo il suo ritorno in Italia dalla Francia, in seguito all’Armistizio (siamo quindi nel settembre 1943, perciò due anni prima della trasformazione della Loggia P in P2), aveva stretto contatti con il Re, forse anche per provare a traghettare, in qualche modo, il proprio confratello Umberto II verso l’assunzione del ruolo di Luogotenente del Regno in sostituzione del padre Vittorio Emanuele III (troppo implicato forse nel fascismo), potrebbe dirla lunga sul ruolo che potrebbe avere avuto Naldi anche all’interno della prima versione di tale potente Loggia mazzoniana, nota infatti anche per essere stata di ispirazione tendenzialmente repubblicana, laica e progressista, quindi non obbligatoriamente filo monarchica, pertanto in linea, forse, con le idee di chi pensava che il Re dovesse prima o poi farsi da parte.

Chiusa questa lunga parentesi, a nostro avviso assai delicata e forse un po’ troppo oscura (anche se nel contempo indubbiamente interessante), vorremmo ora andare a vedere che cosa ha scritto invece, sull’argomento trattato in queste pagine, il professor Costantino Cipolla, in “Belfiore – I. I Comitati insurrezionali del Lombardo-Veneto ed il loro processo a Mantova del 1852-1853”.

Cipolla scrive:

“A metà anni ‘70 dell’Ottocento (…) il Gran Maestro Giuseppe Mazzoni (…) costituì una loggia “riservata” o “coperta” o “segreta”, chiamata “Propaganda Massonica”, posta sotto le dirette dipendenze del Gran Maestro, che può essere considerata la diretta progenitrice della P2 di un secolo dopo”.

A questo punto, dopo avere scoperto tutto ciò, ci troveremo ora costretti a rendere partecipi i nostri lettori dell’enorme disagio che sta generando in noi in questo momento l’impossibilità di inserire, nella pagina Wikipedia di Naldi, la parte di testo relativa alla sua affiliazione alla Loggia segreta “Propaganda” del Grande Oriente d’Italia.

Tutto ciò è causa di una frustrazione davvero forte, che diventa, via via, sempre più preoccupante, man mano che passa il tempo.

Poco male, però.

Perché fortunatamente esiste santa Academia.edu, il sito che proprio ora ci sta aiutando a sconfiggere il suddetto disagio, dandoci la possibilità di far conoscere ai lettori e, più in generale, ai fruitori del web, tutto ciò che di interessante non ci è più possibile aggiungere, da qualche tempo, alle voci che compongono la famosa enciclopedia libera online Wikipedia.

Non abbiamo però ancora trovato una risposta convincente alla domanda che ci eravamo posti all’inizio, e cioè: per quale motivo Wikipedia ci ha impedito di pubblicare le informazioni provate che avevamo a disposizione?

Ce lo avrà impedito solo per errori tecnici commessi, o anche per la delicatezza delle informazioni che avevamo intenzione di inserire?

Ce lo avrà impedito forse per non appesantire troppo un articolo già di per sé delicato?

O c’è forse dell’altro, che magari non conosciamo, e che non possiamo e non potremo mai conoscere?

A pensarci bene, però, potrebbe non esistere nulla di tutto ciò, se, come detto e dimostrato, il blocco è stato causato da certi errori tecnici assolutamente imperdonabili da noi commessi.

Rimane però chiaramente, e rimarrà per sempre, la curiosità di sapere chi sia stato l’autore del blocco, ossia il propositore del veto alla nostra possibilità di intervenire… E chi mai abbia avuto interesse che rimanesse pubblicata una informazione probabilmente errata, in luogo di una sicura, certa, provata…

Beh, alla fine poco importa. Anzi nulla importa.

Non solo: alla persona che ha deciso di bloccarci vorremmo chiedere qui umilmente scusa, visto che, come detto, potrebbe avere assolutamente ragione lei.

Vorremmo però pregarla, se mai dovesse un giorno arrivare a leggere questo nostro articolo, di adoperarsi personalmente, magari, per provare a cambiare il riferimento alla affiliazione massonica di Naldi, sostituendola cioè con quanto da noi scritto poc’anzi.

Oppure, semplicemente, di integrare il dato probabilmente errato, presente ora nella pagina di Naldi, con quello esatto.

Se facesse questo, i lettori presenti nel web e, in particolare, tutti i fruitori di quello straordinario mezzo di informazione che è, e che continuerà sicuramente ad essere anche in futuro, l’enciclopedia libera online Wikipedia, avrebbero finalmente la possibilità di sapere tutta la verità (o quasi) sulla presunta affiliazione di Naldi al Grande Oriente d’Italia.

 


Vorrei ringraziare qui pubblicamente lo storico Enrico Montermini per avermi dato la possibilità di conoscere alcune importantissime sfumature di questa piccola ma importante parte “supersegreta” di storia del nostro paese, che, in tutta sincerità, prima di oggi conoscevo solo superficialmente.


 

NOTE:

[1] A dire il vero, nessuno prima di allora aveva mai scritto nulla su Naldi. Addirittura, alcuni amici massoni del 33° ed ultimo grado massonico non sapevano neanche chi fosse… Era davvero un oggetto misterioso e sconosciuto, Filippo Naldi, prima che arrivassimo noi a riesumarlo dagli Archivi capitolini, in particolare dall’Archivio Centrale dello Stato di Roma.

[2] https://it.wikipedia.org/wiki/Utente:Campioli_Paolo

[3] Solange Manfredi, ”Psyops – 70 anni di operazioni di guerra psicologica in Italia – Come ci hanno manipolato, messi uno contro l’altro, mandato in guerra, terrorizzato per controllarci meglio”, 2014 – Silverio Corvisieri, ”Il mago dei generali – Poter occulti nella crisi del fascismo e della monarchia”, Odradek, 2001 – Pag. 200 – Costantino Cipolla, ”Belfiore – I. I Comitati insurrezionali del Lombardo-Veneto ed il loro processo a Mantova del 1852-1853”, FrancoAngeli, Milano, 2006 – Pag. 866.

[4] Nel libro non è presente un indice, ma digitando il nome “Naldi” in Google books in corrispondenza del libro di Tompkins compaiono tutti i riferimenti al nome “Naldi” presenti nel libro. E, accanto a tale nome, non compaiono mai riferimenti alla affiliazione di Pippo.

[5]‘ Lo storico Enrico Montermini, attento come sempre alle varie possibilità, ha ipotizzato intelligentemente che possa essere esistita una Loggia di Propaganda Massonica anche all’interno della GLDI, visto che Carpeoro ha insistito dicendo che Naldi non fu mai affiliato al GOI. Ogni sua mirabile ricerca ha dato, però, per ora, risultato negativo. In questo momento quindi siamo orientati a pensare che la Loggia segreta a cui era affiliato Naldi appartenesse effettivamente al GOI. Ma vi terremo aggiornati.

[6]‘ Da tenere presente c’è anche che proprio nel 1945, il 27 ottobre per la precisione, Naldi si ristabilisce a Roma, dopo anni di residenza a Parigi. La casa presso cui fissa la propria residenza è la sua “storica” di Via di Propaganda, 16, posta di fronte al Palazzo di Propaganda Fide. Sembra quindi che il concetto di “Propaganda” fosse davvero una costante, nella vita di Pippo, in quel periodo… Quasi un’ossessione – Vedi Archivio del Municipio I di Roma – Archivio dell’Istituto Filippo Naldi – “Elenco delle variazioni anagrafiche di Filippo Naldi”.

[7] Corvisieri Silverio, ‘Il mago dei generali – Poter occulti nella crisi del fascismo e della monarchia”, Odradek, Roma, 2001 – Pag. 200.

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